La generazione Z nel Marketing

19 Maggio 2021Beatrice Dal Ponte

Baby boomer/Boomer, generazione X/MTV,  generazione Y/millennial, generation Z, generation Alpha.
Tutti questi nomi stanno ad indicare lassi di tempo divisi tra loro per tendenze socioculturali e di mercato differenti.

Se si pensa agli anni 40’: alle abitudini, allo stile di vita, ai lavori svolti, alla mancanza quasi totale della tecnologia, risulterebbe pressoché impossibile fare un  paragone con i giorni d’oggi. 

Momentaneamente siamo all’interno della generazione Alpha, ovvero i nati dal 2011. 

Ma non è questa fascia che, oramai, interessa ai marketer.  
L’attenzione è proiettata verso la generazione Z, i nativi digitali.
Questa fascia sociale si contraddistingue per essere nata in un mondo digitale e tecnologico.
La loro quotidianità è stata altamente influenzata da questo fattore, basti pensare al diverso approccio con cui essi hanno dovuto e dovranno affrontare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. 
Essere “grandi” non dipende più dal fattore anagrafico, bensì dal possesso di uno smartphone; ogni loro azione giornaliera passa attraverso l’utilizzo di un dispositivo elettronico.
La distinzione tra online e offline, per loro, perde di valore. La maggior parte della loro giovinezza è “virtuale”.

Chi sono i membri della generazione Z?

La Gen Z è circoscritta dalle nascite avvenute nell’intervallo  di tempo dal 1996 al 2010. 
Se i loro genitori erano nati in un’epoca completamente analogica, loro si sono sempre confrontati col digitale.
I post-millennials ricoprono più di un singolo ruolo nella società odierna.
Essi infatti costituiscono:

  • Il target di riferimento prossimo delle aziende. Il mercato cambia sempre più rapidamente e con esso anche i propri fruitori.
  • Le figure chiavi del futuro.

Il Marketing digitale per la Gen Z

Questo singolo segmento si contraddistingue in quanto richiede di essere stimolato visivamente in maniera immediata. Sono impazienti, non sopportano le attese, i tempi di caricamento lunghi non fanno per loro!

La  maniera ottimale per catturare l’attenzione Z è quella di usare un linguaggio semplice, esporre concetti concreti, senza tanti giri di parole, arrivare dritti al punto. 
L’utilizzo di immagini esplicative che chiamano in sé l’attenzione e,  perché no, anche di forte impatto emotivo, costituiscono la strada giusta per avviare una conversazione digitale con i nativi digitali. 

Vediamoli un pò più da vicino.

  • I membri della Gen Z prediligono i Social network come fonte di comunicazione e sono proiettati ad utilizzarli come opportunità lavorativa. 
  • La tecnologia è parte fondamentale della loro vita, questo gli ha permesso di sviluppare un’intelligenza selettiva riguardo all’ascolto di informazioni positive e allo scarto delle fake news. 
  • La loro soglia di attenzione non è tra le migliori. Come già esposto, una delle loro caratteristiche principali è l’impazienza, il desiderio di trovare un concetto chiaro ed esaustivo nel minor tempo possibile. 
  • Sensibili a temi sociali ed ambientali e dall’animo liberale, dimostrano quanto hanno contribuito all’apertura mentale della società.

Tenendo presente questi punti, lo sviluppo di una strategia di marketing mirata deve rispettare principi ben precisi.

  1. Di fondamentale importanza sarà presentare un brand rafforzato, che rispetti le promesse fatte. Qualità prima della marca.  
  2. Chiarezza e concretezza: semplicità del funnel. Il percorso dev’essere rapido e deve accompagnare l’utente aiutandolo a prendere una decisione.

Il Marketing digitale con la Gen Z

Se da un lato richiedono uno stimolo audace e sicuro, dall’altro si identificano in una generazione insicura, non ancora capita o forse non ancora presa in considerazione.
Un paradosso non da poco che contiene in sé un potenziale enorme. 

Dare fiducia ai giovani d’oggi non è un’usanza molto diffusa, come non lo era in passato quando ad essere sottovalutate erano le generazioni che oggi ricoprono i ruoli importanti nel mercato. 

Se ci concentriamo nel campo del digitale, le risorse giovanili sono un ottimo metodo per introdurre il concetto di Disruptive Innovation all’interno dell’azienda. 

La loro apertura mentale, la loro freschezza incontaminata, la loro mente piena di idee unita alla loro predisposizione innata verso il digitale potrebbero risultare un poker d'assi al casinò aziendale.

“La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.”

Albert Einstein
L'autore del post
Beatrice Dal Ponte
Giovane collaboratrice di Performarsi formata nel digital marketing a tutto tondo. Creo contenuti studiati per arrivare in maniera ottimale agli occhi del pubblico e di Google.

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