Internet e la polarizzazione della conoscenza

Internet e la polarizzazione della conoscenza

La rete ha reso estremamente accessibile la conoscenza. Attualmente internet è in grado di soddisfare dalla più semplice curiosità alla più complessa esigenza. Interroghiamo il telefono per conoscere cosa hanno fatto i nostri amici nel weekend, sapere che tempo farà nei prossimi giorni, recuperare informazioni storiche, leggere libri ed articoli, osservare da uno spioncino virtuale le foto che le persone postano su Instagram, ottenere suggerimenti medici, psicologici ed alimentari, comprare un prodotto, guardare un film e molto molto altro ancora.

Internet è una finestra su un mondo enorme e sconfinato, più grande e complesso del mondo reale, in quanto in esso coesiste il presente ed il passato, ciò che proviamo adesso e quello che è stato documentato 10 anni prima. Come in qualsiasi sistema i media presidiano internet con l’intento di ottenere profitto fornendo agli utenti esattamente quello che loro desiderano.

Una delle parole più abusate nel marketing infatti è la parola “target” ovvero utenti potenzialmente interessati a dei prodotti o dei servizi.

Il fenomeno del Digital Marketing inoltre ha portato aziende e professionisti a produrre contenuti di valore, che seguono un preciso schema comunicativo ed hanno come scopo quello di fidelizzare l’utente, nutrirlo con contenuti originali per poi portarlo all’acquisto di beni o servizi. Oramai le aziende più importanti in campo digitale sono quelle che producono o che mettono a disposizione contenuti (vedi Netflix, Spotify, Amazon Kindle ecc… ) ed è innegabile perciò che internet sia diventato il custode dello scibile umano.

L’unico limite reale a tutto questo è dato dagli intenti con cui i web-media distribuiscono i dati. I social network ad esempio devono portare gli utenti a restare più tempo possibile all’interno della loro piattaforma e per fare questo modellano i contenuti sulla base delle preferenze degli utenti, le persone ed i profili che l’utente segue ed i contenuti che all’interno della sua rete hanno sviluppato maggiore share. Questo significa che l’informazione è assolutamente polarizzata all’interno di ciò che l’utente già cerca, ama, conosce e desidera approfondisce. Per capire il concetto immaginate una città sconfinata che potete percorrere in auto, ma dove i segnali stradali vi aiutano a solcare le strade che già conoscete – in breve una sorta di mondo alla “Truman Show”.

L’internet del futuro dovrebbe essere invece un “abilitatore della trasformazione” un sistema che non ci porti a polarizzarci su ciò che già conosciamo ma spingerci verso la novità e verso l’ignoto. In questo modo le informazioni non saranno più un insieme di fatti preconfezionati che scarichiamo nella catena dei social media.