Internet: cosa cambierà entro i prossimi 5 anni

Internet: cosa cambierà entro i prossimi 5 anni

Negli ultimi 10 anni, complice l’invasione di Smartphone, Tablet e gadget varii, abbiamo assistito ad una evoluzione spaventosa della rete internet. Oramai tutti noi siamo connessi 24/24, riceviamo notifiche in tempo reale riducendo drasticamente tempi morti e deleghiamo a dispositivi mobili gran parte della nostra vita lavorativa e del nostro tempo libero.

Fino a qualche anno fa internet era quella cosa relegata all’interno di siti web ed email. Adesso internet significa: app mobile, whatsapp, spotify, social varii, instant messenger, cloud di vario tipo, streaming audio e video (vedi netflix, spotify) ed una miriade di altre cose fra le più disparate.

Alla luce di tutto questo, cosa si potrebbe ipotizzare per i prossimi 5 anni? come la situazione attuale potrebbe evolvere e soprattutto cosa dovrebbero fare le aziende a riguardo?

Come prima cosa proviamo a formulare alcune ipotesi relativamente ai temi sui quali si giocherà questa partita:

  • Assistente vocale
  • Web Semantico e Pagine AMP
  • Intelligenza artificiale
  • Marketing predittivo
  • Api Economy
  • Eliminazione degli URL
  • Ethereum
  • Ecosistemi in cloud
  • Market Place

Escluso Ehereum che rappresenta ancora una infrastruttura tecnologica che merita un articolo a parte potremmo dire che ognuna di queste voci è legata da un grande filo conduttore ovvero superano il concetto di Web inteso come sito internet visionato attraverso un computer.

Facciamo un passettino in avanti e proviamo a mescolare assieme i vari punti per fare qualche riflessione.

Web Semantico, Pagine AMP e Assistente Vocale

La sfida del web semantico è quella di isolare il contenuto dal contenitore, questo significa che il motore di ricerca deve essere in grado di identificare il “significato” o meglio la struttura dell’informazione per sapere dove collocarla. Proviamo ad esempio a ricercare su Google un cinema oppure a scrivere “alimenti privi di glutine” – noterete che il motore di ricerca mostra già la risposta senza obbligarci a visitare il sito che la contiene. Questo significa che entro qualche anno non sarà il sito internet a determinare la nostra visibilità nella rete ma quanto saremo in grado di fornire delle risposte valide per i nostri potenziali utenti. Gli stessi siti internet un poco alla volta si stanno omologando sia a livello di grafica che di User Experience in quanto all’utente interessa sempre meno la qualità del contenitore bensì la validità del contenuto.

Più il motore sarà in grado di portarsi a casa il contenuto più l’utente non transiterà nemmeno per il sito – alla luce di questo infatti Google stesso sta spingendo tecnologie molto carine come AMP (Accelerated Mobile Pages) che permette di fornire all’utente i contenuti del nostro sito ad una velocità davvero sorprendente in quanto essi risiedono nei server di google e sono privi di “struttura”.

Il passo successivo sarà quello di fare in modo che questi dati “fluidi” si adattino alla UX del dispositivo che li legge.

Ad esempio una televisione mostra gli stessi contenuti di Youtube del cellulare ma l’interfaccia di controllo è differente. Con l’affermarsi degli assistenti vocali inoltre non servirà nemmeno lo schermo del telefono e potremo chiedere (con meno frustrazione di adesso) qualsiasi cosa a Google Voice, Siri, Alexa, Cortana e compagnia bella.

Alla luce di tutto questo, la boutade di Google degli ultimi giorni che dice di voler eliminare gli URL dal web inizia a acquisire un senso diverso, in quanto probabilmente lo stesso indirizzo web potrebbe diventare in breve tempo qualcosa di superato.

Intelligenza Artificiale e Marketing Predittivo

Provate a mettere insieme alcuni big data (come facebook, amazon, google ecc…) al Web semantico, aggiungete la potenza dell’intelligenza artificiale ed otterremo quello che in gergo si chiama Marketing Predittivo. Quella che ha preso il nome di API Economy permetterà sempre di più di integrare fra di loro diversi Big Data dando ai sistemi la possibilità di prevedere una nostra esigenza ancora prima che ne siamo consapevoli.

Ad esempio (banalizzando oltre modo il concetto) se un produttore di borse per computer sapesse che mi sono recato in un centro commerciale per acquistare un determinato computer potrebbe prevedere che a breve mi servirà una borsa di una certa misura (e magari di un certo colore poiché le ultime 3 camice acquistate sono state tutte e tre di colore nero).

In sintesi il marketing predittivo significa intercettare un potenziale acquirente ancora prima che sia consapevole di avere un determinato bisogno (una sorta di Minority Report del Marketing).

Marketplace

E’ tristissimo pensarlo, ma escluso gli shop online dei grandi produttori, ha poco senso nel 2018 pensare di investire sulla costruzione di uno shop online. Realizzare uno shop significa creare una bellissima vetrina in una strada poco trafficata e dover fare uno sforzo significativo per renderla trafficata da gente che troverà lungo quella strada soltanto il nostro negozio.

I maketplace invece aggregano più prodotti, possiedono già il traffico ed implementano sempre tecnologie evolutissime (app mobile, marketing predittivo ecc… ) perciò sarà sempre più sensato appoggiarsi a piattaforme che offrono già infrastruttura e traffico piuttosto che avventurarsi a creare la propria infrastruttura in casa. Inoltre svariate piattaforme in cloud mettono già a disposizione tantissima tecnologia davvero evoluta, nativamente integrabile con svariati sistemi e a costi irrisori se confrontati alla realizzazione di una piattaforma web fatta in casa.

Conclusione

In definitiva concludo dicendo che provo sempre un poca di malinconia quando un cliente ci chiede di realizzare il proprio sito web convinto che rappresenti l’inizio e la fine della sua strategia,  perché sappiamo bene che (sia lui che io) apparteniamo ad un epoca nella quale l’informazione digitale passava per dei modem pstn a 33,6 Kb/s e davanti a noi c’era un monitor 640×480 con Netscape navigator e la sua barra blu che non si riempiva mai.