Come usare Semrush

16 Giugno 2021Beatrice Dal Ponte

Una breve introduzione al tool.

Nato nel 2008, ha come fondatori Oleg Shchegolev e Dmitry Melnikov.
Suite di strumenti e utility rivolti alla ricerca e all’analisi del nostro sito web e di quello dei nostri competitor, Semrush si presenta come uno tra i tool più scelti per l’ottimizzazione di siti agli occhi del motore di ricerca.

La piattaforma conta 14 premi internazionali come miglior suite di software SEO e di essere stata scelta da più di 7 milioni di professionisti in marketing digitale nel mondo. 
Numeri che parlano da soli.

Addentriamoci al suo interno per scoprire le sue svariate funzionalità.

A cosa serve Semrush

Semrush è un fornitore di informazioni: tra i vari servizi offerti, spiccano per rilevanza:

1. Analisi Dominio: panoramica di come è posizionato un dominio dal punto di vista SEO.  Già da qui si potranno avere i parametri sufficienti per identificare punti di forza e carenze del sito di riferimento.

Andando ad inserire l’URL del sito, compariranno una serie di dati quali: 

  • Un punteggio di autorità (authority score)
  • Il numero totale di visitatori mensili del sito
  • Numero totale di backlink: link esterni che puntano al sito web
  • Numero totale di keywords per cui si posiziona il sito
  • Parole chiave con il rendimento migliore
  • Anchor Text (testo di ancoraggio) comunemente utilizzato nei link al sito web
  • Statistiche sulle campagne pubblicitarie
  • Siti web competitor

2. Ricerca di parole chiave: inserendo nell’apposito banner della sezione “Panoramica Keyword” la parola o le parole interessate, il tool ti presenterà una serie di dati tra cui i più importanti: 

  • il Volume delle singole keyword ovvero il numero di ricerche effettuate in Google nell’arco di un mese; 
  • la Keyword Difficulty: la difficoltà, in percentuale, che la parola avrà nell’andare a posizionarsi;
  • una serie di Keyword correlate: alternative, sinonimi, ulteriori parole da prendere in considerazione per il posizionamento;
  • un elenco di altri siti che sono posizionati per la singola keyword.

3. Analisi Backlink e Backlink Audit.

Tramite l’analisi dei Backlink avremo modo di sapere l’elenco di link esterni associati al dominio pre-inserito, il corrispettivo anchor text, i domini di riferimento e le loro principali categorie, la distribuzione TDL ( uno spaccato dei domini di riferimento basato sul loro tipo di dominio di primo livello: .com, .it,.org…) ed altri report utili a farsi un quadro completo della situazione Backlink del proprio sito o di quello dei principali competitor.

Attraverso il Backlink Audit andremo ad analizzare la tossicità dei Backlink che puntano al sito di riferimento.
Agli occhi di Google avere link di scarsa qualità comporta una penalizzazione non da poco. Ecco che Semrush corre in nostro soccorso compilando una lista di link “spam” che, una volta esaminati, si potranno andare a caricare in Google Search Console come file disavow, file ignorati dal motore.  

Oltre all’analisi, Semrush offre la possibilità di creare Backlink. Tramite il Link Building, il tool ti offre un elenco di siti potenzialmente contattabili per andare ad inserire Backlink. Per questo servizio gli bastano poche semplici informazioni: una volta determinati i concorrenti e per cosa essi si stiano posizionando, Semrush esaminerà il contenuto del tuo sito e ti chiederà per quali parole vorresti posizionarti.

4. Site Audit.

Degna di nota è quest’ultima funzionalità offerta dalla piattaforma. Essa infatti non si limita a sottoporre l’attenzione alla panoramica del sito, bensì ti crea una lista dei problemi rilevati.
Ciò che sfugge all’occhio umano non ha scampo. Errori quali: la mancanza di intestazioni ( h1, h2, h3..), i contenuti duplicati, il caricamento troppo lento di una pagina, errori di scansione e molti altri vengono rilevati e segnalati dal programma.

Negli anni la piattaforma di analisi SEO si è evoluta integrando altre funzionalità utili a chi fa del data driven uno degli elementi essenziali nella pianificazione di strategie digitali

Oltre agli strumenti sopra citati, infatti, Semrush offre i Social toolkit:  sezioni di analisi dei dati provenienti dai vari Social integrati. Questo settore viene diviso tra: Social Media Poster, provvisto di strumentazione di pubblicazione e programmazione di post; e Social Media Tracker, addetto all’analisi ed al benchmarking sui social. 

Da evidenziare è anche la sezione dedicata al Content marketing. Attraverso essa ci sarà possibile andare ad ottimizzare i testi e ci verranno mostrate eventuali LSI ( Latent Semantic Indexing) ovvero eventuali parole, non per forza derivate dalla keyword di riferimento, che completano la comprensione dell’informazione e contribuiscono ad una buona indicizzazione da parte del motore. 

Al fine di arricchire, generare ed esportare i dati offerti dal programma e monitorare i cambiamenti dei vari progetti realizzati, esso stesso da la possibilità di integrare Google Analytics e Google Search Console: due strumenti che forniscono rispettivamente statistiche riguardanti:  i visitatori del sito web e lo stato di indicizzazione ed ottimizzazione della visibilità del sito di riferimento.
Per fornire report integrati, utile è la piattaforma di Data Studio: essa infatti converte i dati collegati dalle altre piattaforme di analisi in dashboard informative e personalizzabili.

Appoggiarsi a strumenti come Semrush, quindi, possiamo definirlo essenziale per avere:

  • un benchmark oggettivo del mercato e dei competitor; 
  • uno screening accurato del proprio sito;
  • consigli utili all’ottimizzazione delle prestazioni web;
  • un monitoraggio continuo della propria visibilità dei canali.
L'autore del post
Beatrice Dal Ponte
Giovane collaboratrice di Performarsi formata nel digital marketing a tutto tondo. Creo contenuti studiati per arrivare in maniera ottimale agli occhi del pubblico e di Google.

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