Fino a ieri il percorso di chi voleva comprare un divano passava da Google, Instagram, Pinterest e dal giro dei negozi. Oggi una fetta crescente di persone apre ChatGPT e scrive qualcosa come "ho un soggiorno di 20 metri quadri con molta luce, che divano mi consigli per stare comodi in quattro?". Quella conversazione è diventata uno spazio pubblicitario, e da qualche settimana è acquistabile anche dalle aziende italiane.

Noi l'account l'abbiamo già aperto e abbiamo iniziato a smontarlo pezzo per pezzo. In questo articolo vi raccontiamo cos'è ChatGPT Ads, come funziona, quanto costa e soprattutto come ragionarci se vendete mobili, complementi o progetti d'interni.

Come ci siamo arrivati

La pubblicità su ChatGPT è partita negli Stati Uniti a inizio anno come esperimento riservato a pochi grandi inserzionisti: a febbraio 2026 il lancio avveniva a 60 dollari ogni mille visualizzazioni, con una spesa minima di 200.000 dollari e solo tramite grandi agenzie partner come Dentsu, Omnicom, Publicis e WPP. Nel giro di pochi mesi le porte si sono aperte: il 5 maggio 2026 è arrivato Ads Manager Beta in modalità self-service insieme all'acquisto a costo per clic.

Poi è toccato all'Europa. Dal 24 agosto 2026 gli annunci sono entrati in ChatGPT anche in Italia, all'interno di un'espansione a 31 mercati europei (i 27 Paesi UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), e il 31 agosto è stato aperto l'Ads Manager self-service alle aziende registrate in quei mercati.

Il bacino è tutt'altro che piccolo. Secondo la rilevazione Audicom–Audiweb, a dicembre 2025 ChatGPT contava in Italia 10,1 milioni di utenti unici, circa il 23,6% della popolazione online tra 18 e 74 anni, con una crescita annua dell'82%.

Come funziona un annuncio su ChatGPT

L'annuncio è una scheda sponsorizzata che compare sotto la risposta di ChatGPT, separata dal testo e segnalata come pubblicità. Contiene il nome e il logo dell'azienda, un titolo breve, una riga di testo, un'immagine quadrata e il link alla pagina di destinazione. Nel nostro account il titolo può arrivare a 50 caratteri, il testo secondario a 52, e l'immagine consigliata è 800 × 800 pixel.

Un punto da chiarire subito, perché è la domanda che ci fanno tutti: pagando non si compra la risposta. OpenAI dichiara che gli annunci sono etichettati e separati dalle risposte e che l'acquisto di spazio non influenza ciò che il modello genera: si paga per avere visibilità accanto alla risposta, non per essere consigliati. Farsi citare da ChatGPT in modo organico resta un lavoro diverso, che passa dai contenuti del sito, dall'autorevolezza del brand e da come le informazioni sono reperibili online.

Gli annunci li vede solo una parte degli utenti. Vengono mostrati agli utenti adulti dei piani Free e Go, mentre i piani a pagamento come Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza pubblicità.

Addio parole chiave, benvenuti "context hints"

Qui sta la vera novità per chi arriva da Google Ads. Su ChatGPT le parole chiave non ci sono. La rilevanza viene valutata soprattutto rispetto all'intento della conversazione e ai segnali di contesto configurati nel gruppo di annunci, i cosiddetti context hints. In pratica si descrive a parole chi è la persona, cosa sta cercando e in quale situazione si trova.

Un metodo utile per scriverli è combinare persona, intento, ambito e un elemento che escluda chi non interessa. Per un produttore di divani potrebbe diventare qualcosa come "coppia che sta arredando la prima casa e cerca un divano componibile di design italiano per un soggiorno open space, esclusi arredi low cost e usato". Per uno showroom di cucine: "famiglia che sta ristrutturando e confronta cucine su misura e modulari, con attenzione a materiali e durata nel tempo".

È un modo di fare pubblicità molto più vicino al modo in cui ragiona un venditore in negozio: capire la situazione della persona prima ancora del prodotto.

Perché è un canale interessante per il settore arredo

Chi compra arredamento raramente decide in cinque minuti. Confronta, chiede misure, valuta materiali, si fa un'idea di budget e di stile. Tutte cose che oggi sempre più persone fanno chiacchierando con ChatGPT.

Su Google la persona cerca un risultato preciso. Su ChatGPT racconta un problema e costruisce una scelta. ChatGPT Ads non sostituisce la ricerca a pagamento: intercetta un momento diverso del percorso d'acquisto, quello in cui l'idea si sta ancora formando e il brand ha ancora spazio per entrare nella lista dei candidati.

Per brand e produttori d'arredo che lavorano su tutta Italia, questo momento vale molto: una cucina, una zona notte o un progetto d'interni hanno scontrini importanti, e un contatto qualificato giustifica un costo per clic più alto rispetto a un e-commerce di piccoli oggetti.

Quanto costa

Il sistema funziona ad asta, e la qualità dell'annuncio pesa quanto l'offerta. Il prezzo si forma con un'asta al secondo prezzo ponderata per la pertinenza, in cui un annuncio più rilevante può vincere anche con un'offerta più bassa. Si può comprare a impression, a clic oppure a clic ottimizzato verso una conversione.

Per i numeri concreti, OpenAI suggerisce per le campagne a clic di partire con un'offerta massima di 3–5 dollari per clic, e per gli account in euro il budget giornaliero minimo indicato è di 15 €. Nel nostro account la piattaforma ci ha proposto proprio un'offerta manuale di 3,50 a clic.

Serve onestà su un punto: dati storici italiani ancora non esistono. Il self-service europeo è attivo solo dal 31 agosto 2026, quindi qualsiasi cifra riferita all'Italia va presa come stima iniziale e non come riferimento consolidato.

Cosa si può misurare

La parte di misurazione è già abbastanza completa per chi fa performance marketing. Ci sono un pixel di OpenAI che misura gli eventi dal browser, una Conversions API per inviare gli eventi lato server, e restano utili i parametri UTM per leggere il traffico in GA4. Dal pannello si vedono impression, clic, spesa, CTR, costo medio e conversioni.

Va messo in conto anche un limite. Gli inserzionisti non ricevono le conversazioni né dati personali degli utenti come chat, nome, email o posizione esatta: il reporting resta su metriche aggregate di campagna.

I limiti da conoscere prima di partire

In Europa ci sono vincoli in più rispetto agli Stati Uniti. Nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera gli annunci personalizzati non sono inizialmente disponibili, quindi per le campagne italiane il contesto della conversazione resta il segnale principale. Anche la geolocalizzazione è larga: in Europa il targeting geografico delle nuove campagne è soprattutto a livello di Paese, e la disponibilità di località più precise varia per mercato e formato.

Per un negozio d'arredo che lavora su un raggio di 30 chilometri, oggi questo è un freno serio. Per un brand che vende in tutta Italia, molto meno.

Ci sono poi settori esclusi o limitati. Tra le categorie non ammesse ci sono, per esempio, alcolici, gioco d'azzardo, contenuti politici, armi e singoli immobili in vendita o affitto. L'arredamento non ha problemi di questo tipo.

Le nostre indicazioni

Dopo aver messo le mani sulla piattaforma, questi sono i consigli che diamo ai nostri clienti.

Partite solo se il vostro mercato è nazionale o almeno regionale ampio. Per chi vive di clienti nel raggio di pochi comuni, Google e Meta restano oggi più efficaci.

Trattatelo come un test con obiettivi chiari fin dall'inizio. Decidete prima cosa volete misurare (richieste di preventivo, prenotazioni in showroom, download del catalogo) e date al test un budget sufficiente a raccogliere dati leggibili. Spendere il minimo giornaliero per un mese produce troppi pochi clic per capire qualcosa.

Scrivete i context hints come se steste descrivendo il cliente ideale a un nuovo venditore. Più la situazione è concreta, più l'annuncio finisce nelle conversazioni giuste.

Fate più varianti di annuncio davvero diverse tra loro: una sul design, una sulla qualità dei materiali, una sul servizio di progettazione. Con testi così corti, l'angolo del messaggio fa tutta la differenza.

Curate la pagina di destinazione. Mandare le persone sulla home generica spreca il clic: serve una pagina che riprenda esattamente quello che l'annuncio promette. La piattaforma stessa, se inserite solo il dominio, vi chiede di indicare una pagina più specifica.

Sistemate il tracciamento prima di spendere. Pixel, Conversions API e UTM vanno configurati e testati prima della partenza, altrimenti si naviga a vista.

Controllate bene paese, valuta e fuso orario quando aprite l'account. Paese, valuta di fatturazione e fuso orario scelti alla creazione dell'account non si possono cambiare in seguito, e l'unico modo per correggerli è aprire un account nuovo.

Infine, un dettaglio operativo se lavorate con un'agenzia. L'account inserzionista va creato dall'azienda stessa: un'agenzia non può crearlo per conto del cliente, ma può essere invitata dopo che il cliente lo ha aperto.

Si può gestire tutto anche direttamente da ChatGPT

Questa è la parte che ci ha colpito di più. Oltre al pannello classico su ads.openai.com, OpenAI ha reso disponibile Ads Manager come app dentro ChatGPT. Gli inserzionisti idonei possono usare ChatGPT Ads Manager per avviare la configurazione dell'account direttamente in ChatGPT e lavorare su campagne, gruppi di annunci, annunci e dati di performance.

Il funzionamento è semplice. Si apre ChatGPT Ads Manager, si collega l'account quando viene richiesto e si chiede a ChatGPT di aiutare a impostare un account inserzionista aziendale, verificando nome, sito, Paese, valuta, fuso orario e logo prima di confermare. Da lì si può chiedere in linguaggio naturale di creare una campagna, modificare un budget, scrivere nuove varianti di annuncio o spiegare come stanno andando i risultati.

C'è però un passaggio che resta sul pannello web. Fatturazione, metodo di pagamento, dati fiscali e verifica dell'identità vanno completati in Ads Manager, e le campagne potrebbero non partire finché questi passaggi e la revisione non sono conclusi.

Per un piccolo imprenditore questo abbassa parecchio la soglia di ingresso. Il rischio, come sempre, è che la facilità d'uso faccia saltare il ragionamento strategico che sta a monte: a chi parliamo, in quale momento, con quale messaggio e verso quale pagina.

Se volete capire se ha senso per la vostra azienda, o volete una mano a impostare il primo test, scriveteci.

FAQ su ChatGPT Ads

ChatGPT Ads è disponibile in Italia?
Sì. Gli annunci sono partiti in Italia il 24 agosto 2026, all'interno dell'espansione a 31 mercati europei, e dal 31 agosto 2026 l'Ads Manager self-service è aperto alle aziende registrate in quei mercati. Serve una persona giuridica registrata in un mercato abilitato e un account verificato.

Come funzionano gli annunci su ChatGPT?
Sono schede sponsorizzate che compaiono sotto la risposta generata, con nome e logo dell'azienda, titolo, una riga di testo, un'immagine quadrata e il link alla pagina di destinazione. Sono etichettate come pubblicità e separate dalla risposta.

Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT?
OpenAI consiglia di partire da un'offerta massima di 3–5 dollari per clic, e per gli account in euro il budget giornaliero minimo è 15 €. Il prezzo si forma con un'asta al secondo prezzo ponderata per la pertinenza, quindi un annuncio più rilevante può vincere anche con un'offerta più bassa. Benchmark italiani consolidati non esistono ancora.

Chi vede gli annunci su ChatGPT?
Solo gli utenti adulti dei piani Free e ChatGPT Go. I piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza pubblicità. Per il B2B è un dato da pesare, perché molti utilizzatori quotidiani stanno sui piani a pagamento.

Si possono scegliere le parole chiave come su Google Ads?
No. ChatGPT Ads non è una piattaforma keyword-based: la rilevanza viene valutata sull'intento della conversazione e sui context hints configurati nel gruppo di annunci, cioè descrizioni a parole di chi è la persona e cosa sta cercando.

Gli annunci influenzano le risposte di ChatGPT?
No. OpenAI dichiara che le risposte sono generate indipendentemente dagli annunci e che gli spazi pubblicitari sono etichettati e separati dalla risposta organica. Si paga per essere visibili accanto alla risposta, non per essere consigliati.

Come si apre un account ChatGPT Ads?
Si parte da ads.openai.com. Si inseriscono i dati aziendali, si completa la verifica tramite Persona, si attende l'email di accesso alla piattaforma, si compilano nome e logo che compaiono nell'annuncio, si configura la fatturazione con un metodo di pagamento e si invitano gli utenti del team. Le campagne non vengono pubblicate finché tutti i passaggi non sono completati.

Si può gestire ChatGPT Ads direttamente da ChatGPT?
Sì. Gli inserzionisti aziendali idonei possono usare ChatGPT Ads Manager dentro ChatGPT per avviare la configurazione dell'account e lavorare su campagne, gruppi di annunci, annunci e dati di performance. Fatturazione, pagamento, dati fiscali e verifica dell'identità restano da completare nel pannello Ads Manager.