In che modo le imprese locali dovrebbero entrare nel web

In che modo le imprese locali dovrebbero entrare nel web

Ammettiamolo, la corsa alla digitalizzazione è iniziata. In molti stanno cercando di proiettare il loro business online – alcuni spinti dalla paura di rimanere indietro, altri convinti di poter guadagnare cifre importanti e altri ancora alla ricerca di un supporto alla loro attività di marketing.

Purtroppo il più delle volte le imprese locali o i grandi sognatori del guadagno facile ne rimangono delusi per alcuni motivi che andremo ad analizzare in questo articolo.

Nella rete c’è spazio per tutti ma visibilità per pochi

Oramai tutti possono creare siti internet – profili social e tanto altro ancora con cifre davvero irrisorie, ma la creazione di un sito o di un buon profilo non vuole dire creare la vetrina di un negozio in una città popolata di passanti, bensì creare una città completamente vuota fatta di belle vetrine con i propri prodotti e servizi e tante case vuote in attesa di essere abitate da potenziali clienti.

Per popolarle queste città occorre mettere in atto una serie di azioni ed investimenti capaci di creare quella che in gergo viene chiamata “comunità di utenti” che riconoscono nel brand – nel servizio o nei prodotti – la soddisfazione di un loro bisogno.

Per raggiungere nuovi utenti occorre investire in advertising ed analizzare continuamente i dati affinché gli investimenti siano più efficaci possibile e vadano ad intercettare un pubblico di qualità.

Va considerato il fatto che i canali di Advertising (come google AdWords, Facebook adv ecc…) fanno in modo, attraverso algoritmi complessi, che sia il mercato stesso a determinare il valore della singola azione di marketing – detta banalmente chi fa pubblicità online partecipa ad un’asta il cui costo nel corso dei prossimi anni sarà sempre di più alto – portando la pubblicità online a costare quanto una pubblicità televisiva.

La visibilità è importante ma non basta

Torniamo all’esempio della nostra città. Dopo aver creato case, negozi, vetrine ed aver fatto advertising per popolare le strade del centro di “passanti” ovvero di utenti potenzialmente interessati al nostro prodotto – ci troviamo probabilmente appena all’inizio della scalata in quanto non solo dobbiamo trovare il modo affinché l’utente ci contatti oppure compri da noi – ma la cosa più importante dobbiamo trovare un sistema affinché l’utente piuttosto che comprare subito da noi e farci guadagnare decida di abitare la nostra città, nella quale poi andremo a piazzare più negozi e vetrine per portare l’utente all’acquisto e noi al guadagno. Altrimenti ci troveremmo davanti a ciò che è successo negli ultimi anni – ovvero che gran parte dei business online dipendono dal traffico a pagamento che rappresenta una variabile troppo pericolosa in quanto il costo della pubblicità potrebbe crescere esponenzialmente nel corso dei prossimi anni.

Provate a pensare ad un market place o ad un network qualsiasi – ad esempio Amazon – decidiamo di comprare da Amazon non perché ci appare negli annunci a pagamento o perché è ben posizionato lato SEO ma perché oramai percorriamo abitualmente le sue strade – alcuni di noi hanno la cittadinanza di Amazon che si chiama “Amazon Prime” – “Kindle” – “Amazon Video” – “AWS” … tutte queste cose non sono prodotti o servizi – sono case che ci portano ad abitare la città chiamata Amazon.

In questi anni abbiamo parlato troppo di Digital

E’ innegabile – il web rappresenterà per la prossima generazione di imprenditori un canale davvero importante – ma è pur sempre un canale. Presidiarlo significa dover investirci lo stesso tempo, le stesse energie e le stesse risorse economiche di un negozio fisico. Più è ampio il target geografico più il negozio che stiamo gestendo assomiglia molto di più ad un centro commerciale dove lavorano decine di persone con mansioni, compiti ed obiettivi diversi.

Io stesso per anni sono stato sostenitore della divulgazione e della informazione in ambito digital – eppure negli anni mi sono accorto di due aspetti.

  1. Molti di noi si sono trovati a parlare di modelli che vanno benissimo per un libero professionista o per una startup che si infila in un business vergine.
  2. Si spendono troppe parole e si fanno troppi brain storming e strategie su progetti di piccola entità – il più delle volte creando false aspettative trovandosi a parlare di niente riempiendo la testa delle persone di inglesismi e suggestioni in cui il rischio di mistificazione è dietro l’angolo.

Quindi cosa fare?

Digital Marketing significa proiettare il proprio modello di marketing nel web. Purtroppo però piccole aziende, artigiani e negozi non hanno mai implementato modello di Marketing il cui scopo sia quello di sorreggere in maniera sistematica il loro business. Alla luce di questo è paradossale introdurre il digital Marketing in una azienda dove non esiste nemmeno un modello di Marketing.

Per questo motivo alle imprese locali e le PMI consiglierei di non lasciarsi prendere dall’ansia della digitalizzazione forzata e decidere se intraprendere la strada del digital marketing o se pensare semplicemente di utilizzare alcuni canali di Advertising o strategie di visibilità per aumentare il loro pubblico. In quest’ottica un buon SEO Local, abbinato ad un utilizzo consapevole di Google AdWords ed un investimento calibrato sui Social potrebbe già fare la differenza e dare soddisfazioni.

Se invece l’obiettivo è quello di creare un business “web centrico” allora in quel caso occorre partire dall’assioma che un business online necessità dello stesso impegno e dello stesso sforzo di un business reale e che l’obiettivo non è quello di portare gente nella propria vetrina virtuale – ma fare in modo che le persone abitino la città che ospita il nostro business.

Il tuo modello di marketing digitale è veramente performante? Scoprilo assieme al nostro staff!

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